EDITORIALE UOMO

Per sentirsi come un re 



VELLUTO LISCIO O CON LAVORAZIONE CORDUROY: ED È SUBITO LUIGI XIV.

Dichiarato il tessuto più versatile del guardaroba maschile, il velluto sembrava relegato agli anni ’60 e ’70 quando, scendendo in piazza con i giovani contestatori di allora, si impone senza saperlo tra i simboli del costume di una generazione che grida al cambiamento.

Attualissimo ancora oggi e continuamente riproposto per la sua adattabilità, il velluto ha origini ben più lontane e nobili: a Torino infatti nel XVI secolo il re Carlo Emanuele I avvia la produzione di questo tessuto presso un’istituzione assistenziale con l’obiettivo di insegnare un nuovo mestiere ai più poveri. Da allora e in tutta Europa il velluto diventa segno di opulenza e non solo viene usato per imbellettare sé stessi, intesi come appartenenti alla classe ricca e aristocratica, ma anche l’arredamento e l’arte lo utilizzano a mezzo di sfarzo. Già in precedenza, nemmeno la corte di Versailles rappresentata dal Re Sole era stata da meno in quanto a strascichi in velluto e ben nota sartoria francese.

Pensando invece alla lavorazione corduroy - quindi a coste - e alla sua traduzione che significa “corte del re” non possiamo che fare riferimento agli abiti indossati dai domestici nei giorni di caccia. Ed è proprio nel contrasto di questi due mondi così diversi e opposti che riscontriamo la resistenza e l’adattabilità di questo materiale.

MORBIDO E ROBUSTO, MA NON MENO LEGGERO, IL VELLUTO TORNA E RITORNA IN VERSIONE PIÙ O MENO FORMALE.

Davide Cenci lo propone attualissimo e di spicco da due stagioni, in puro cotone di grande qualità sia liscio che a coste (quest’ultimo nei colori più caldi del verde bottiglia e del marrone testa di moro). Morbido e robusto ma non meno leggero, torna e ritorna in versione più o meno formale e la nostra giacca di copertina che consigliamo di lavare a secco prima di cambiare mood, velocizzando i tempi di un capo che se tenuto bene non ha bisogno di continui lavaggi, è un perfetto esempio di trasversalità.

In velluto liscio disponibile sia in blu che nella variante nera, non manca di assecondarci in diversi momenti della giornata, da mattina a sera. La possiamo infatti pensare con una camicia bianca, papillon e pantalone da smoking per un evento in cui rimanere abbottonati e allo stesso tempo, in un altrove sfizioso ma meno formale, in coordinato a un jeans e camicia check in cotone flanellato, casual e no limits.

Per avere un bagaglio più leggero ma ugualmente completo.

Per sentirsi Sua Altezza dei giorni d’oggi, risparmiando nei tempi di lavaggio.

GIACCA 2 BOTTONI IN VELLUTO DI COTONE LISCIO, CAMICIA A QUADRI CON COLLO FRANCESE, CRAVATTA REGIMENTAL E GILET IN CASHMERE 1 FILO. PANTALONI BLU VENTRE PIATTO IN COTONE ELASTICIZZATO, POLACCHINO RYDER DI CHURCH'S IN CAMOSCIO BLU E TROLLEY IN PELLE DI VITELLO.

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